Il 2 febbraio si festeggia la World wetlands day, ovvero la Giornata mondiale delle zone umide.

Questa giornata è di importanza internazionale.

Si pensi che nel 2014 il WWF, nota associazione internazionale che da anni si batte per proteggere e tutelare la natura e gli animali, ha ripristinato o avviato azioni di ripristino delle zone umide in più di 6.600 ettari di terreni situati nell’Europa dell’Est, in paesi come Bulgaria, Romania, Ungheria, Serbia e Ucraina centrale.

Proteggere le zone umide

Per proteggere le zone umide di maggiore importanza il WWF ha sviluppato dei piani di gestione integrata lungo i fiumi Morava-Thaya (fiumi che bagnano vari paesi tra cui Austria, Slovacchia e Repubblica Ceca), per il fiume Tisza (in Ungheria) e per il basso Danubio (che scorre in Romania e Bulgaria).

Con questa azione di ripristino e cura si vuole anche proteggere la fauna e la flora ittica.

Infatti in questi fiumi si trovano molti siti di riproduzione degli storioni, pesci che vivono da milioni di anni nelle acque dolci e che oggi sono minacciati di estinzione per via della pesca illegale e della frammentazione, a causa delle dighe, dei grandi corsi d’acqua.

Oasi in Italia

Anche in Italia il WWF ha creato piano di tutela di moltissime aree umide, che rappresentano una gran parte delle oltre 100 Oasi WWF presenti nel paese.

La prima oasi del WWF in Italia è nata nel 1967 e da allora ne sono nate tante altre, con l’intento di preservarne la natura e gli equilibri dell’ecosistema.

Le Oasi del WWF oggi fungono anche da luoghi di aggregazione per grandi e piccini, con momenti didattici, di ricerca scientifica e di sperimentazione ma anche creativi, per tutti i loro visitatori.

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